Negli ultimi anni, trovare casa in una città universitaria è diventato sempre più difficile e costoso. Secondo un’indagine condotta dal settore immobiliare, i canoni d’affitto nelle città che ospitano grandi università statali sono in forte aumento rispetto a quelle prive di grandi atenei. Il motivo principale è il continuo arrivo di studenti da altre regioni, che fa crescere la domanda di stanze e appartamenti, ma spesso senza un adeguato piano urbanistico per affrontare questo cambiamento.
Molti studenti si trovano così in difficoltà, soprattutto perché pochi riescono a lavorare durante il periodo universitario. In Italia solo il 17% degli universitari ha un impiego, contro il 66% in Germania e il 26% in Francia. Le città con gli affitti più alti sono quasi tutte al Nord. Milano è la più cara, con una media di 714 euro al mese per una stanza, seguita da Bologna (651 euro), Firenze (618 euro) e Roma (577 euro). Le più economiche si trovano invece in Sicilia: Palermo, Messina e Catania, dove una stanza costa meno di 280 euro al mese.
Dal 2021, città come Bologna e Trento hanno visto i costi salire del 73%, seguite da Padova (+61%), Venezia (+60%) e Firenze (+59%). Queste cifre mostrano quanto sia difficile per le città di medie dimensioni tenere il passo con la domanda, a differenza delle metropoli che offrono più soluzioni abitative. Al contrario, città come Siena, Pisa, Pavia e Udine hanno registrato aumenti molto più contenuti, restando tra le opzioni più accessibili per gli studenti.


