La Biennale Architettura di Venezia 2025, curata da Carlo Ratti, è dedicata al tema “Intelligens. Natural. Artificial. Collective.”. Il titolo, ispirato al latino, unisce il concetto di intelligenza a quello di condivisione e collaborazione, suggerendo un modo nuovo di pensare l’architettura: non solo come risultato di idee individuali, ma come frutto di una rete di conoscenze che include natura, tecnologia e comunità. L’obiettivo è proporre un’architettura capace di rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, come la crisi climatica, la trasformazione delle città e l’uso consapevole delle risorse.

Nei padiglioni dei Giardini e dell’Arsenale, il pubblico scopre progetti che nascono dall’incontro tra saperi diversi: architetti, artisti, scienziati, filosofi e cittadini collaborano per immaginare soluzioni sostenibili e inclusive. L’approccio è aperto e partecipativo, e prevede anche l’utilizzo di “laboratori viventi” sparsi per la città, dove si sperimentano in tempo reale alcune delle idee proposte.

La mostra non si limita a celebrare la tecnologia, ma invita a un dialogo tra intelligenza artificiale, processi naturali e creatività umana. L’obiettivo è progettare spazi che siano in equilibrio con l’ambiente, capaci di adattarsi ai cambiamenti e di migliorare la vita delle persone.

Anche il Padiglione Italia partecipa attivamente al tema con “Terrae Aquae”, a cura di Guendalina Salimei. Il progetto esplora il rapporto tra architettura, acqua e territorio, proponendo una riflessione sul futuro delle zone costiere. La Biennale 2025, che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 23 novembre, rappresenta un’occasione per pensare insieme un futuro più intelligente, sostenibile e condiviso.

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