L’area dell’Ex Trotto Milano si prepara a cambiare volto attraverso un progetto di rigenerazione urbana che guarda alla casa, allo spazio pubblico e alla memoria del luogo come parti di un unico disegno. Nel quadrante ovest della città, in una zona legata alla storia sportiva di San Siro, un ambito rimasto in disuso dal 2012 viene ripensato come nuovo distretto urbano inclusivo, sostenibile e aperto alla comunità.

Il progetto interessa complessivamente circa 130.000 metri quadrati e prevede, nell’intervento sviluppato da Borio Mangiarotti, circa 600 residenze in vendita su un’area di 46.000 metri quadrati. Non si tratta solo di costruire nuovi edifici, ma di inserire nuove funzioni dentro un tessuto urbano esistente, creando relazioni più fluide tra abitazioni, servizi, verde e percorsi pedonali. Il masterplan punta a trasformare un luogo chiuso e specializzato, un tempo dedicato all’attività ippica, in una parte di città attraversabile e vissuta. La presenza della metropolitana M5, con le fermate vicine, rafforza il ruolo dell’area come nodo connesso al resto di Milano, in dialogo con CityLife, il centro, il sistema dei parchi e gli altri poli urbani della città contemporanea.

Uno degli elementi più significativi è il rapporto tra nuovo costruito e paesaggio. Il progetto prevede ampie superfici verdi, spazi pubblici e oltre 700 nuovi alberi, con l’obiettivo di costruire un quartiere più permeabile, vivibile e orientato alla mobilità lenta. Il verde non viene pensato come semplice arredo, ma come infrastruttura urbana capace di migliorare la qualità dell’abitare e offrire luoghi di incontro. La memoria dell’Ex Trotto resta parte centrale dell’intervento. Le ex scuderie, il tracciato storico e alcuni edifici legati alla tradizione ippica diventano elementi da valorizzare, non da cancellare. La rigenerazione, in questo senso, non parte da una tabula rasa, ma dal riconoscimento dell’identità del luogo e dalla sua trasformazione in chiave contemporanea.

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