I primi sei mesi del 2025 confermano un andamento positivo ma ancora fragile per il mercato immobiliare italiano. È quanto emerge dal 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 realizzato da Nomisma, che analizza i principali indicatori del settore in 13 città italiane.
L’inizio dell’anno ha mostrato una ripresa delle compravendite, soprattutto grazie alla riduzione dei tassi di interesse, che ha favorito la crescita dei mutui (+32,7% su base annua). Tuttavia, il quadro generale resta incerto, frenato da tensioni internazionali, rallentamento economico e prudenza da parte delle banche nell’erogazione del credito. I prezzi delle abitazioni hanno registrato variazioni contenute, tra lo 0,8% e l’1,4% su base annua. L’aumento più sostenuto si osserva per gli immobili in buono stato, mentre quelli in ottimo stato vedono una crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti. La domanda abitativa si mantiene solida, con un equilibrio tra acquisto (53%) e affitto. Nelle grandi città, come Milano e Roma, si rileva un ritorno alla proprietà, anche per finalità d’investimento. Si conferma inoltre l’interesse per le zone periferiche e suburbane. Il mercato delle locazioni è in espansione, con canoni in crescita per il terzo anno consecutivo (+3,6% nel 2025). La domanda è sostenuta da giovani, famiglie e lavoratori in mobilità, ma si scontra con un’offerta limitata e spesso di qualità non adeguata. Cresce l’utilizzo di contratti transitori e per studenti, in risposta al bisogno di flessibilità.
I tempi medi di vendita e locazione si sono stabilizzati: 4,6 mesi per vendere un’abitazione usata, 2 mesi per affittarla. Gli sconti richiesti sul prezzo sono in lieve aumento, segno di un mercato ancora in cerca di equilibrio.
Nel prossimo semestre si prevede che la domanda di mutui continui a crescere fino a fine anno, sostenuta dalle decisioni espansive della BCE. In particolare, aumenta il numero di giovani under 36 che accedono al credito grazie al fondo di garanzia per la prima casa. Mentre il tasso variabile appare oggi più conveniente, il tasso fisso potrebbe registrare un graduale aumento. Nel complesso, il mercato mostra segnali di ripresa, ma resta condizionato dall’incertezza economica e geopolitica che influenza le scelte di famiglie, investitori e istituti di credito.


