Milano oggi è una calamita per super ricchi, soprattutto grazie a una tassa speciale: la flat tax da 200mila euro all’anno. Chi ha patrimoni milionari può pagare questa cifra fissa sui redditi esteri, invece delle imposte normali. Risultato? Sempre più milionari (oltre 2.000 nel 2024) scelgono Milano come casa. Ma questa ondata di ricchezza non è tutta rosa e fiori. Molti milionari non investono davvero nella città: non aprono aziende, non creano posti di lavoro. Spendono, certo, ma in beni di lusso, e questo spinge i prezzi alle stelle. Case, ristoranti, negozi: tutto diventa inaccessibile per la gente normale. In certe vie, come via Monte Napoleone, un semplice caffè può costare quanto un pranzo intero altrove. E nei quartieri più richiesti, i prezzi delle case sono ormai fuori portata anche per chi guadagna bene.

Negli ultimi anni, i prezzi delle case di lusso a Milano sono saliti del 57%. Oggi si arriva anche a 27mila euro al metro quadro, e nel “quadrilatero della moda” si toccano i 39mila. Il 40% delle vendite di case sopra il milione di euro in Italia avviene proprio qui. La domanda è enorme, ma l’offerta è poca: e così salgono i prezzi anche per le case più “normali”. Il problema è che il centro della città sta diventando un club esclusivo, riservato a pochi. Gli altri – anche chi ha un buon lavoro – sono costretti ad andare sempre più lontano, in periferia o fuori Milano. Il rischio è che la città si spacchi in due: da una parte i super ricchi, dall’altra tutti gli altri. E tra questi due mondi non ci sono ponti.

La consigliera comunale Francesca Cucchiara, di Europa Verde, ha proposto una soluzione: far restare ai Comuni metà dei soldi pagati dai super ricchi con la flat tax. Così Milano, ad esempio, potrebbe incassare circa 130 milioni di euro in più ogni anno, da usare per case popolari, sconti sugli affitti, spazi pubblici e servizi per tutti. Altri Paesi, come Regno Unito e Portogallo, hanno già cambiato rotta, rendendo più severi i regimi fiscali per attrarre i super ricchi. Ora tocca anche all’Italia decidere: vogliamo davvero una città dove il lusso cresce, ma la gente comune non riesce più a vivere?

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